- La Gazzetta di Mantova – 22/12/11
Il Comitato «Sal
viamo il Paiolo» prosegue nella sua battaglia contro la cementificazione. Dopo aver «salvato» ipioppi cipressini di Belfiore, la sua attenzione si concentra sul Piano di governo del territorio che il Comune sta redigendo. Il Comitato lo vorrebbe a consumo zero di suolo, ma la strada intrapresa sembra non essere quella: «Li sono ancora presenti vecchi piani di lottizzazione che, in certi casi, sono vere e proprie colate di cemento sul territorio agricolo» osservano gli aderenti. Tuttavia, il Comitato non si arrende e si appresta a lanciare una campagna di censimento degli stabili (case e capannoni) vuoti per dimostrare che a Mantova non c’è bisogno di costruire del nuovo ma magari solo di recuperare l’esistente. «Faremo come abbiamo fatto l’anno scorso con il censimento degli edifici sfitti a Borgochiesanuova, a Fiera Catena e a Cittadella – afferma Marco Rossi, addetto stampa del Comitato -. Andremo di persona a contare e chiederemo agli altri cittadini di aiutarci. Una anno fa in quei tre quartieri abbiamo censito circa 600 appartamenti vuoti. Riteniamo che il dato esteso a tutta la città sia fondamentale per il Comune in vista della stesura del Pgt». Per sensibilizzare la gente al problema il Comitato ha organizzato per il 19 gennaio, all’auditonum di San Giorgio, un convegno con Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta Luga- gnano (Milano): «E’ il fondatore del movimento ‘Stop al consumo di territorio’ – spiega Rossi — e del Forum nazionale ‘Salviamo il paesaggio’. E’ stato il primo sindaco ad adottare per il suo Comune un Pgt a consumo zero di territorio, Verrà a spiegarci come ha fatto».
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- La Gazzetta di Mantova – 21/12/11
«Incontro tra l’assessore comunale alla pianificazione territoriale, Marco Cavarocchi e il Comitato “Salviamo il Paiolo”. Sono stati toccati diversi temi, dalla salvaguardia dei pioppi cipressini di Belfiore fino ad arrivare al nuovo Pgt. Per i pioppi di Belfiore, il comitato ha avuto la certezza che la battaglia per la loro salvaguardia è stata vinta: la soprintendenza ha infatti dato parere negativo alla richiesta del loro abbattimento e il Comune si è assunto l’impegno di salvaguardarli. Nonostante nel nuovo Pgt siano ancora presenti vecchi piani di lottizzazione, secondo il comitato l’assessore Cavarocchi è parso essere molto sensibile a quella che ormai è l’opinione di tutti i mantovani: basta con nuove costruzioni data la grande presenza di stabili vuoti e sñtti. Prima però di esprimere giudizi, il comitato aspetterà di vedere fatti concreti. Primo importante appuntamento in tal senso sarà la Vas (valutazione ambientale strategica) che verrà discussa nei primi mesi del 2012 e alla quale il comitato parteciperà. Il comitato ha lanciato una campagna di censimento degli stabili sñtti e vuoti e, per il 19 gennaio, ha invitato Domenico Finiguena, primo sindaco ad adottare per il proprio comune un Pgt a consumo zero di suolo.»
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- La Gazzetta di Mantova – 26/09/11
(Nell’articolo parlano di una 50ina di persone, ma in verità eravamo circa un centinaio!)
«Cemento, cemento, ne abbiamo fino al mento!». Inneggiando questo e altri slogan, oltre cinquanta manifestanti hanno preso parte ieri sera alla fiaccolata promossa dal comitato “Salviamo il Paiolo”. Solo una puntata della battaglia contro la cementificazione, con la richiesta all’amministrazione di via Roma di redigere un Pgt a zero consumo del territorio e di tutelare i settanta pioppi di Belfiore, per i quali sono già state raccolte oltre 1.800 firme (ma il comitato non esclude di ricorrere al Tar, se necessario). Tra i mega edifici che si prevedono di costruire a Te Brunetti, Belfiore, Lago Paiolo e Castelletto Borgo, sono stati stimati circa 1.500 nuovi alloggi, a fronte di «Dodicimila appartamenti vuoti nella Grande Mantova». Il corteo, capeggiato da Cristina Cardarello e Marco Rossi, si è spinto fino davanti al Comune dove è stato deposto uno dei tanti lenzuoli di protesta, per ribadire che le bellezze naturalistiche e ambientali non devono essere toccate. Rossi ha citato l’esempio portato avanti dal sindaco Domenico Finiguerra di Cassinetta di Lugagnano (Mi), «il primo in Italia ad adottare un Pgt a consumo zero del territorio». Un’azione forte, compiuta con il consenso dei cittadini «che hanno accettato anche di aumentarsi le tasse, ma a Mantova non dovremmo arrivare a questo: basterà tagliare gli sprechi dei cinquecento dipendenti comunali e lo scandalo delle consulenze esterne».
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- La Voce di Mantova – 25/09/11
Ho letto con piacere le affermazioni dell’ assessore Marco Cavarocchi riportate ieri dalla Gazzetta, riguardo le intenzioni della attuale Giunta , circa il blocco delle aree da cementificare.
Si afferma in tale contesto che l’unico piano che i privati potranno realizzare sarà quello ” dei Quaranta ” a Castelletto Borgo, un insediamento residenziale che prevede 392 abitanti ( 15 palazzine ) su un’area di 20mila metri quadri. Si parla inoltre di blocco dei piani attuativi, si afferma che tutte le lottizzazione annunciate dai privati che non hanno compiuto l’iter necessario decadono, ( sono in tutto undici),” stessa sorte tocca agli altri piani che erano in fase avanzata ma che non erano ancora completi sotto forma di autorizzazioni.” Sembrano intenzioni ragionevoli ma vorremmo alcuni chiarimenti che nascono certo dalla nostra incompetenza in materia ma sono domande inespresse di migliaia di mantovani che firmano ai nostri banchetti. Il blocco dei piani attuativi cosa significa ?
Significa che sull’area del Paiolo ( 350 appartamenti più centro commerciale più casa riposo, albergo, edifici direzionali ecc) non si costrurà più un inutile nuovo quartiere?
Significa che nel magnifico Belfiore, luogo magico ed unico di Mantova città Unesco. non solo si salveranno e vincoleranno uno per uno i pioppi del maestoso filare, ma che per salvare il paesaggio si fermerà il progetto che prevede 150 appartamenti più uffici e negozi, previsioni di 600 -700 persone -quante auto in piu ogni giorno? 300?400?-aumento di traffico in modo esponenziale su via Mons Martini, unica via , con unico accesso sul cavalcavia…? Certo sappiamo che il progetto non è frutto dell’attuale amministrazione, ma quando è stato formulato , in modo folle anche allora, almeno non c’erano le migliaia di alloggi vuoti che oggi vediamo ovunque e che rendono di tutta evidenza un dissennato progetto, grave aggressione al paesaggio mantovano.
Significa dunque, per fare un altro esempio, che verrà rivisto anche il piano di Te Brunetti con altri 600 appartamenti in progetto ?
Perchè se facciamo questi semplici calcoli vediamo che 350 Paiolo, più 150 Belfiore, più 600 Te Brunetti, più i 400 di Castelletto Borgo sono già 1500 appartamenti a fronte dei migliaia già vuoti nella grande Mantova.( stime ufficiose ma di ” ben informati” parlano di 12000 alloggi vuoti) in cui i Comuni dell’hinterland presentano ormai numerosi quartieri semi deserti dove una volta c’erano le nostre campagne..
Possibile che di fronte ad una nuova evidente realtà non si possa modificare e ridimensionare o rivedere un progetto ( nato anni fa) che si rivela completamente errato e dannoso per la cittadinanza, vero scempio del territorio? Non si possono rivedere gli accordi con i costruttori? Perchè non viene attuato un censimento delle abitazioni di cui possano essere informati i cittadini? Perchè di fronte allo spaventoso consumo di territorio un Comune non può decidere di mettere in mora anche i piani approvati e non realizzati ancora?
Mentre rimaniamo in attesa di risposte confermiamo la nostra prossima iniziativa.
Per ribadire il nostro impegno per la tutela del paesaggio e del territorio mantovano contro inutili e dannose cementificazioni saremo in piazza Sordello domenica 25 settembre alle ore 21,con una fiaccolata per le vie del centro. Aspettiamo i tanti mantovani che condividono le nostre battaglie.
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- La Gazzetta di Mantova - 19/09/11
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- La Gazzetta di Mantova – 08/11
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- La Gazzetta di Mantova – 15/07/11
L’assalto alla bellezza del paesaggio mantovano continua.
A Belfiore un altro cantiere è stato aperto a fianco dei nuovi 5 condomini che incombono minacciosi sul filare dei pioppi cipressetti, Preludio, temiamo, ad una ulteriore devastazione di un paesaggio unico della nostra Mantova.Perchè non è infondato il timore che i prossimi altri 8 condomini che, secondo progetto, dovrebbero sorgere nell’area, saranno anch’essi edificati a ridosso degli alberi. Alberi , lo ricordiamo, preesistenti da decenni, alberi che formano una naturale elegante cortina di verde che incornicia e delimita il paesaggio della riva del lago.Quegli alberi di cui ORA si va dicendo che impediscono la visione del lago per chi vuole acquistare gli appartamenti.E quindi , rassicurano i costruttori, saranno abbattuti.
Gli affari sono affari ,signori, e chissenefrega di qualche alberello..Chissenefrega se quegli alberi sono amati da tanti cittadini, se si deturpa un paesaggio che è un bene prezioso per tutta la cittadinanza.
Quanta insensibilità, incultura, spregio della bellezza sono alla base di progetti così insensati: come si è potuto accettare ed appoggiare un progetto che deturpa un vasto tratto del lago superiore? Perchè se è vero che l’area era già uno spiazzo di cemento era però uno spiazzo vuoto, un muro basso lo delimitava e si intravvedeva appena, lo sguardo poteva spaziare oltre il profilo dei pioppi ed abbracciare in un colpo d’occhio un paesaggio di acqua e alberi e terra e silenzio.Un paesaggio di armonia e quiete la cui perdita dovrebbe fare arrossire di vergogna chi l’ha pensato.
Invece di pensare all’abbattimento degli alberi si dovrebbe caldeggiarne l’infoltimento, augurarsi il raddoppio del filare per nascondere alla vista l’obbrobrio di condomini la cui estetica stride pesantemente, con il contesto delle costruzioni preesistenti, compromette in modo inequivocabile anche il paesaggio dal lago.
A questo proposito cosa pensa di fare l’Amministrazione Comunale? E il Parco del Mincio?Dove sono le associazioni come ” Italia Nostra” e Fai, per le quali la tutela del patrimonio paesaggistico dovrebbe essere un obiettivo prioritario?
Per quanto ci riguarda, il nostro Comitato con la raccolta di firme in atto si mette a disposizione dei mantovani che vogliono far sentire la loro voce, ricordando ai politici che l’art. 9 della Costituzione riconosce al paesaggio una funzione fondante ed insostituibile della nostra storia ed identità.Tale è Belfiore ed il suo paesaggio per Mantova .
Cristina Cardarello coordinatrice ” Comitato per il Paiolo”
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- La Voce di Mantova – 10/07/11
Lettera: Stop alla cementificazione di Mantova
Gentile direttore, Mantova è una città d’arte, di cultura, di storia e di paesaggio. Ma ha una malattia molto grave: il consumo di territorio. Un cancro che avanza ogni giorno e che distrugge e cementifica beni comuni appartenenti a tutti: il territorio e il paesaggio. Per farsi un’idea di come si sta trasformando Mantova e il suo hinterland basta guardarsi intorno mentre si viaggia in auto: i capannoni sull’ostigliese in zona Valdaro, i palazzoni di Borgonovo a Borgochiesanuova, le nuove palazzine a Belfiore costruite a ridosso della riva e dei pioppeti, il nuovo quartiere sorto dietro ai mulini “Rosignoli” in zona Ponte Rosso, il nuovo quartiere all’Anconetta, la lista è lunga, ma ciò che accomuna tutti questi scempi è il fatto che siano tutti vuoti, inutilizzati, lasciati al degrado. Il numero degli abitanti di Mantova infatti negli ultimi anni non è aumentato ma bensì diminuito. Eppure le amministrazioni continuano a concedere nuove urbanizzazioni. Perché? Forse per incamerare gli ingenti oneri di urbanizzazione? Oppure per non fare un dispetto ai noti palazzinari? Intanto il paesaggio e il territorio, tutelati dall’art. 9 della Costituzione, stanno venendo sacrificati sull’altare della speculazione edilizia. Forse le nostre illuminate amministrazioni credono che tra qualche anno i turisti, anziché palazzo Te, verranno ad ammirare le periferie abbandonate della nostra città. E questo lo chiamano sviluppo? I cittadini mantovani non sono però più disposti a vedere svendere pezzo per pezzo la loro città. Per questo motivo il Comitato “Paiolo” in questi giorni ha avviato una raccolta firme per chiedere che il nuovo PGT (piano di governo del territorio) sia a consumo zero di suolo: basta nuove costruzioni inutili, si recupera e si migliora l’esistente. I cittadini vogliono essere coinvolti e poter partecipare alla stesura del nuovo PGT per concretizzare questa esigenza di tutela del patrimonio comune. E’ un loro diritto sancito dalla legge regionale n.12 dell’11 marzo 2005 che istituisce e regolamenta il PGT: invito gli amministratori ad andarselo a rileggere per bene perché i cittadini vogliono dire la loro opinione ed eventuali errori non saranno perdonati.

